Marchi comunitari: incremento delle domande di aziende italiane

Il Made in Italy, nonostante la crisi avanza e incrementa la tutela di marchi in àmbito comunitario. Questo è il quadro che emerge dall’analisi degli ultimi dati forniti dall’UAMI, l’Ufficio per l’Armonizzazione del Mercato Interno.
L’Italia, al secondo posto per numero di depositi di domande per disegno e modello e la quarta per numero i domande di marchio comunitario dietro la Germania, gli USA e il Regno Unito.
Dopo venti anni di attività dell’Ufficio, festeggiati la scorsa settimana, sono circa 1,3 milioni di domande di marchi comunitari da 192 Paesi e, dal 2003, circa 800mila domande di disegni e modelli comunitari registrati. Le aziende italiane, nel corso degli anni, hanno presentato 105.000 domande di marchio comunitario. Il 5% delle domande di marchio comunitario provenienti dall’Italia sono originate da aziende definite top level nel settore finanziario e assicurativo (31%), l’agroalimentare (21%), il manifatturiero legato al settore trasporti (7%) e la gomma-plastica (5%).
Negli ultimi dieci anni sono state presentate 111.161 domande di tutela, provenienti dall’Italia, per disegni e modelli comunitari.
Nel corso degli ultimi due anni la Germania ha ridotto il numero di domande marchio comunitario, passando dal 18,5% del 2012 al 16% del 2014. L’Italia, di contro, ha lievemente aumentato il numero di domande marchio comunitario, passando dal 7,5% del 2012 a quasi l’8% del 2014.

A risentire maggiormente della crisi sono le domande per disegno e modello comunitario, presentate dalle aziende italiane, passate dal 10,7% delle domande nel 2012, al 10,06% nel 2013 e, in lenta risalita, al 10,15% nel 2014. Un trend simile lo ha avuto la Germania che nel corso del 2014 si attesta al 22,7%. Nel 2012 deteneva il 23,4% dei depositi e lo scorso anno il 21,5%

Il presidente dell’UAMI, l’Ufficio per l’Armonizzazione del Mercato Interno, Antonio Campinos, ha detto che “l’Italia rimane di gran lunga uno dei migliori contribuenti in termini di innovazione. Più precisamente, nella “top 20” dei Paesi che depositano di più, è al secondo posto per il design industriale, dietro solo a Germania e davanti agli Usa; e al 4° per i marchi, superata solo da Germania, Usa e Regno Unito“. Il Presidente Campinos continua dicendo che “in Italia il 26,8% di tutti i posti di lavoro e il 40,8% del Pil nazionale sono generati da imprese altamente innovative – Ipr Intensive. Un dato sopra la media Ue, che è al 25,9% in termini di occupazione e al 38,6% sul fronte del contributo al Pil europeo“.

Da ultimo Antonio Campinos ha ricordato come sia appena stata attivata la procedura rapida per l’esame delle domande di marchio, la c.d. Fast Track. Tale procedura richiede il deposito del marchio con l’individuazione dei prodotti e servizi secondo le classi contenute nella banca dati armonizzata in base a termini già approvati dall’UAMI, l’Ufficio per l’Armonizzazione del Mercato Interno e da tutti gli uffici nazionale della proprietà industriale dei Paesi comunitari. Dopo l’individuazione di tali prodotti o servizi si dovrà procedere immediatamente con il pagamento delle tasse. Con tale sistema si dimezzano i tempi di esame della domanda di marchio comunitario rispetto alle domande ordinarie, le quali richiedono 8/11 settimane.