Vendita marchi italiani

Vendita marchi italiani a partire dal 2015 per finire con il birrificio Peroni. Dopo l’acquisizione, da parte di Hitachi, del colosso Ansaldo Breda ed Ansaldo Sts, cedute da Finmeccanica per oltre 2 miliardi di euro, dopo lunghe trattative, lo scorso ottobre il noto marchio di birra giapponese Asahi, ha acquistato la bionda per eccellenza in Italia: la Birra Peroni. Precedentemente il marchio era stato di proprietà dal colosso belga-brasiliano AB InBev. A fine settembre era stato siglato l’accordo di fusione tra AB InBev e SABMiller che, congiuntamente, detengono circa un terzo delle birre vendute nel mondo.
Per tale motivo AB InBev è stata costretta, dalle normative europee sull’antitrust, a cedere alcuni marchi quali Stella ArtoisBeck’s, CoronaBudweiser e Löwenbräu e Peroni. La detenzione di tali marchi in capo a AB InBev avrebbe portato un’eccessiva concentrazione di mercato in alcuni Paesi.
Pur essendo stata venduta ai giapponesi, Peroni continuerà a essere prodotta in Italia. In tal modo Asahi ha ampliato il proprio mercato nel Vecchio Continente avendo anche, nel proprio portafoglio marchi, il brand olandese Grolsch e il britannico Meantime. Un acquisto totale costato 2,55 miliardi di euro.
Da una nota del birrificio Peroni si capisce come questo sia “un momento importante, non solo a dimostrazione del valore dei suoi marchi, ma anche a testimonianza di nuove prospettive di sviluppo internazionale e di crescita”. L’importanza, il riconoscimento e la forza del marchio sono anche dati dai risultati 2015: un fatturato di 360 milioni di euro di ricavi di cui 21,5 milioni di utile.

Sempre del 2016 è l’accordo tra Seiko Epson Corporation, attraverso la controllata Epson Italia, e la Fratelli Robustelli, azienda italiana meccanotessile che progetta e produce macchine per la stampa industriale dei tessuti, venduta al 100%. A febbraio 2016 Daikin, colosso degli impianti di refrigerazione, ha annunciato l’acquisto di tutte e azioni della Zanotti, azienda di impianti di refrigerazione, per la cifra di 95 milioni di euro.

Andando allo scorso anno Mitsubishi ha acquisito il 75% della DeLClima, detenuta da De Longhi, per 664 milioni e, successivamente, ha acquisito la maggioranza del Conservificio AR di Borgo Incoronata, in provincia di Foggia, che si occupa di lavorazione dei pomodori.

Concessione licenza marchio Expo Milano 2015

E’ stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n° 26 del 2 marzo 2015, l’avviso pubblico per la concessione della licenza d’uso commerciale non esclusivo del marchioExpo Milano 2015“.

Expo Milano 2015, dal tema “Nutrire il pianeta. Energia per la vita“, rappresenta un evento di portata mondiale che si prefigge di analizzare le sfide e e le soluzioni collegate alla nutrizione e allo sviluppo sostenibile.
All’interno di tale inquadramento, il l’avviso pubblico per la licenza del marchioExpo Milano 2015” intende reperire aziende leader nella produzione di merchandising alle quali concedere in licenza non esclusiva il diritto all’uso del marchioExpo Milano 2015” per l’ideazione, la fabbricazione, la distribuzione, la promozione e la vendita al dettaglio di prodotti non alimentari aventi il solo marchioExpo Milano 2015” o in co-branding.

I beni e prodotti da realizzare saranno inerenti l’abbigliamento uomo, donna e bambino, accessori hi-fi e tecnologici, gadget, accessori da viaggio, articoli di pelletteria e articoli da ufficio e, da ultimo, articoli di wellness & beauty.

Sono ammessi quali licenziatari: imprese individuali, società di persone o di capitali, cooperative, consorzi o raggruppamenti temporanei di imprese. Ai partecipanti sono richieste le seguenti certificazioni: ISO 9001, SA8000/AA1000, ISO 14001, OHSAS 18001, EMAS e ISO 26000. Agli operatori economici interessati, che non hanno sedi operative in Europa, si richiede il possesso di certificazioni di qualità e ambientali dettate dalla normativa vigente nel Paese in cui gli Official Products verranno distribuiti.

Relativamente al costo delle royalties, il licenziatario sarà tenuto a versare a Expo una quota percentuale pari al 10% del fatturato al netto dell’IVA maturato dalla vendita di prodotti a marchioExpo Milano 2015“. Il licenziatario non potrà vendere all’interno del sito espositivo dell’Expo, fattispecie riservata all’ente organizzatore.

Le istanze potranno essere trasmesse dalla data di pubblicazione del presente avviso, fino al 30 settembre 2015 e verranno valutate da apposita commissione.

Per ulteriori informazioni in merito all’avviso pubblico per la concessione della licenza d’uso commerciale non esclusivo del marchioExpo Milano 2015” potete cliccare sul seguente link.

Causa C-205/13 marchio di forma funzione del prodotto e valore sostanziale

La Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha emesso sentenza per la causa C-205/13 relativamente al marchio di forma per un prodotto con una funzione e valore sostanziale del medesimo.

La registrazione come marchio delle forme imposte dalla funzione del prodotto nonché delle forme che possano conferire differenti valori sostanziali a un prodotto dotato di più caratteristiche può essere esclusa in forza del diritto dell’Unione“. Pertanto la possibilità di riservare determinate forme ad un solo competitor, conferirebbe un monopolio sulle caratteristiche essenziali dei prodotti.

Nell’Unione è vietata la registrazione di marchi che abbiano una forma che conferisce un valore sostanziale al prodotto o che è imposta dalla natura stessa del prodotto.

L’oggetto della causa C-205/13 era una sedia per bambini denominata «Tripp Trapp». Nel 1972 il gruppo Stokke, di cui fanno parte la norvegese Stokke A/S e l’olandese Stokke Nederland BV, hanno iniziato ad introdurre la sedia «Tripp Trapp» sul mercato. Anche Peter Opsvik e la Peter Opsvik A/S detengono i diritti su tale forma.
A decorrere dal 1998, Stokke ha depositato, presso l’Ufficio del Benelux per la proprietà intellettuale, come marchio di forma la sedia denominata «Tripp Trapp». Medesimo deposito è stato effettuato nel 2003, presso l’UAMI – Ufficio per l’Armonizzazione nel Mercato Interno – con le domande di marchio, oggi ritirate, nn. 003508264 e 003514171 raffiguranti la forma della sedia «Tripp Trapp».
Di contro la tedesca Hauck GmbH & Co. KG, che produce e distribuisce articoli per l’infanzia, ha prodotto e messo in commercio due modelli di sedie, rispettivamente denominati «Alpha» e «Beta».
Da qui i titolari dei marchi anteriori hanno attivato i loro titoli per intentare un’azione nei confronti della Hauck GmbH & Co. KG come violazione di diritto d’autore e dei diritti derivanti dal marchio registrato. La Hauck, con domanda riconvenzionale, ha chiesto l’annullamento del marchio «Tripp Trapp» in Benelux.
Nel 2000 il giudice olandese ha parzialmente accolto il ricorso di Stokke e Opsvik con esclusivo riferimento al diritto d’autore. Ha altresì accolto la domanda riconvenzionale della Hauck GmbH & Co. KG per quanto concerne l’annullamento del marchio.

Da qui è stata adìta la locale Corte Suprema dei Paesi Bassi, la Hoge Raad der Nederlanden, la quale ha posto alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea alcune questioni pregiudiziali sui motivi per cui la registrazione di un marchio costituito dalla forme del prodotto può essere esclusa o dichiarata nulla.
Con la sentenza oggi in esame la Corte di Giustizia ha chiarito come segue:
– qualora nella domanda di marchio sia presente una “forma imposta dalla natura stessa del prodotto“, detta domanda deve essere escluse dalla registrazione. Questo in quanto, come sopra detto, la possibilità di riservare determinate forme ad un solo competitor, conferirebbe un monopolio sulle caratteristiche essenziali dei prodotti che, invece, il consumatore può ricercare in prodotti concorrenti che assolvano una funzione identica o simile;
– con riferimento all’impedimento o al motivo di nullità basato sulle “forme che danno un valore sostanziale al prodotto” la Corte osserva che con tale nozione non ci si possa limitare esclusivamente alla forma avente valore artistico o ornamentale con il rischio di non ricomprendere i prodotti che abbiano sia un elemento estetico importante che caratteristiche funzionali essenziali. Ciò che si vuole evitare è la possibilità di sfruttare in maniera non adeguata un diritto di tutela a scapito di altre diritti con durate temporali differenti. Secondo la Corte, inoltre “possono essere presi in considerazione altri elementi di valutazione quali la natura della categoria dei prodotti in questione, il valore artistico della forma di cui trattasi, la sua specificità rispetto ad altre forme abitualmente in uso sul mercato in questione, la rilevante differenza di prezzo in rapporto a prodotti simili o l’elaborazione di una strategia promozionale che sottolinei le principali caratteristiche estetiche del prodotto in questione“;
– la Corte, da ultimo, ha analizzato se i due impedimenti, funzione del prodotto e valore sostanziale, abbiano carattere autonomo. La risposta della Corte è stata affermativa. Pertanto, se è soddisfatto anche un solo requisito, il marchio non può essere registrato.

Brevettata nuova varietà kiwi

L’Università di Bologna e l’Università di Udine hanno depositato un brevetto europeo per la protezione di una nuova varietà di kiwi denominata AC1536.

La nuova varietà sarà presto sulle nostre tavole ed avrà la polpa gialla e sarà adatto a tutte le aree di coltivazione dell’emisfero nord, con periodo di raccolta nel mese di settembre e, nell’emisfero sud, con la raccolta nei mesi di febbraio e marzo.

Lo scorso settembre entrambi gli atenei avevano lanciato un bando per la ricerca di un partner per lo sfruttamento, su scala globale, del nuovo prodotto.

Lo scorso 5 febbraio è stato sottoscritto l’accordo con la Summerfruit di Castel Bolognese, già nota per la sua presenza nei Paesi produttori di kiwi e per essere la titolare del marchio Summerkiwi.

La Summerfruit, licenziataria del brevetto per la nuova varietà di kiwi, avrà anche il diritto di commercializzarlo.

Indiscrezioni parlano di una prima produzione per l’anno in corso a mezzo di innesti.

La licenza tra le due università licenzianti e la Summerfruit, è un ottimo esempio di come il trasferimento tecnologico di prodotti made in Italy.