130 anni dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi

Si è svolta nella splendida cornice della Sala del Tempio di Adriano, a Roma, la celebrazione per i 130 anni dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi.
L’occasione perfetta per ricordare, anche attraverso un libro, quali sono state le opere dell’ingegno industriale italiano a decorrere dalla costituzione dell’Ufficio Speciale per la Proprietà Intellettuale il 23 ottobre 1884.

Si sono succeduti al microfono l’Avv. Loredana Gulino, direttore generale per la lotta alla contraffazione – Ufficio Italiano Brevetti e Marchi -, la Dr.ssa Simona Vicari, sottosegretario di Stato, e numerosi altri rappresentanti di uffici stranieri come Raimond Lutz, vice presidente dell’Ufficio Brevetti Europeo (EPO), Wang Binying, vice direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Proprietà Intellettuale (WIPO) e Christian Archambeau, vice presidente dell’Ufficio per l’Armonizzazione del Mercato Interno (UAMI). Oltre rappresentanti istituzionali, è stata molto gradita la presenza di aziende quali Barilla, Pirelli e di Bonetto Design Center in persona del presidente Marco Bonetto. Sempre in àmbito storico è stato l’intervento dell’Ing. Luciano Bosotti, presidente dell’Ordine dei Consulenti in Proprietà Industriale, il quale ha rievocato le origini della professione di consulenti.

Nel corso della mattinata si è parlato di diffusione della cultura della proprietà industriale e della cultura della legalità che investe nella promozione della stessa proprietà industriale quale patrimonio intangibile del sapere nazionale, della nostra creatività e del nostro ingegno.

La storia dell’ingegno italiano, anche come narra il libro presentato nel corso dell’evento, nasce molto lontano. Il primo statuto a protezione delle invenzioni nasce è datato 19 marzo 1474 quando il senato della Serenissima Repubblica di Venezia votò favorevolemente e con larghissima maggioranza – 126 componenti su 149 – la legge in esame da lungo tempo: “Per autorità di questo Consiglio, chiunque fabbricherà una macchina nuova e ingegnosa, prima ignota nella Repubblica, e la perfezionerà in modo tale che possa essere utilizzata, è obbligato a comunicarlo all’Ufficio dei Provveditori del Comune. E per dieci anni, nell’intera Repubblica, sarà proibito a chiunque costruire macchine identiche o simili senza il consenso o la licenza dell’inventore“. Da qui il passo per ulteriori sviluppi ci porta allo sviluppo industriale dell’800 e alla Convenzione di Parigi del 1883 per la cooperazione internazionale per la protezione della proprietà industriale.
La prima vittima delle guerre mondiali è la proprietà industriale: il Regio Decreto 49 del 28 gennaio 1915 “disciplina l’espropriazione del diritto di privativa industriale” a fini difensivi e anche senza il consenso del titolare.
Il 21 giugno 1945 è emanato il Regio Decreto n° 929, meglio noto come “Legge Marchi“, il quale rimarrà in vigore sino al Codice della Proprietà Industriale del 2005. La fase di arresto della proprietà industriale sembra terminata e, invece, si avvicina la seconda guerra mondiale. Nel 1946 l’Ufficio dispone la proroga della protezione dei brevetti e la riattivazione dei brevetti decaduti nel periodo di guerra, da effettuarsi dietro richiesta motivata del titolare e verifica dell’Ufficio. Le Camere di Commercio, ritrovano nome – durante il ventennio vennero sostituite, prima, dai Consigli Provinciali dell’Economia e, successivamente, dai Consigli Provinciali delle Corporazioni – e funzioni.

Il 25 marzo 1957 viene sottoscritto, da sei Paesi, a Roma il trattato istitutivo della Comuninità Economica Europea. Nel medesimo anno a Nizza, il 15 giugno, prende vita la classificazione internazionale dei prodotti e dei servizi ai quali si applicano i marchi di fabbrica o di commercio. Tale classificazione è meglio nota come la Classificazione di Nizza.

L’8 ottobre 1968 prende vita la classificazione su i disegni e modelli industriali che prese il nome di Classificazione di Locarno.
In àmbito brevettuale si arriva poco dopo, il 19 giugno 1970 a Washington, dove viene istituito il Patent Cooperation Treaty, meglio noto come Brevetto Internazionale o PCT: da questo momento con il deposito di un’unica domanda brevettuale è possibile ottenere la protezione in tutti i Paesi aderenti all’accordo.

Da qui il resto sono i nostri giorni: il nuovo codice della proprietà industriale del 2005 e le successive modifiche e integrazioni. La vita odierna nell’età di mezzo tra due ere dove, con molteplici esempi imprenditoriali positivi, tentiamo di costruire un futuro positivo per la nostra civiltà.

Giornata mondiale della proprietà intellettuale

Si è svolta ieri a Roma, nella splendida cornice della sede di Unioncamere, l’annuale edizione della Giornata mondiale della proprietà intellettuale.

Dopo i saluti introduttivi della Dr.ssa Loredana Gulino, a capo della Direzione Generale per la Lotta alla Contraffazione – Ufficio Italiano Brevetti Marchi, e di Mr. Yoshiyuki Takagi, assistente del direttore generale del WIPO, sono iniziate le relazioni.

La prima a prendere la parola è stata la Mrs. Francesca Toso, senior advisor della sezione progetti speciali WIPO – dipartimento per l’Africa e i progetti speciali -, la quale ha ripercorso le tappe fondamentali della storia del WIPO, i principali servizi offerti dall’ufficio internazionale marchi e gli ultimi accordi in àmbito internazionale quali il Trattato di Pechino sulle prestazioni audiovisive, sottoscritto nel 2012 e il Trattato di Marrakesh relativo all’accesso ai libri per persone non vedenti, sottoscritto nel 2013. Ha illustrato, inoltre, gli ultimi studi relativi alla proprietà intellettuale globale e italiana: da ciò si evince che tra il 2012 ed il 2013 l’Italia è salita, nella graduatoria mondiale dell’innovazione, dal 36° al 29° posto della classifica. Relativamente al design ha mostrato statistiche di netto miglioramento, in termini di numero di depositi annuali, dovute alle politiche di finanziamento attraverso il bando Disegni+. Ricordiamo che il bando ha esaurito i propri fondi e si è in procinto di avere un secondo finanziamento di circa 5 milioni di €uro.

La giornata ha seguito la scaletta prevista e a prendere la parola è stato Mr. Matthew Bryan, direttore della divisione PCT del WIPO il quale ha parlato delle recenti statistiche del brevetto PCT: l’Italia si è piazzata, nel 2013, all’undicesimo posto per numero di domande di brevetto PCT depositate. Al primo posto si trovano gli Stati Uniti con 57.239 domande di brevetto. La società con un maggior numero di domande di brevetto PCT, a livello globale, è Panasonic. In Italia la società leader è Telecom Italia seguita da Pirelli Tyre e Consiglio Nazionale delle Ricerche.
Nel corso della sua illustrazione, Mr. Bryan ha ricordato come siano numerosi le frodi intentate ai danni di titolari di diritti di proprietà industriale quali brevetti, disegni e modelli e marchi. Le frodi sono costituite da richieste fraudolente di denaro. Al presente link potete trovarne alcuni esempi.

Successivamente ha preso la parola Mr. Giordano Cardini, IP Manager per l’Europa di Ferrero Group che ha, è il caso dirlo, deliziato i presenti parlando di contraffazione nel settore alimentare e dolciario con esempi caratterizzanti su Turchia, Europa dell’Est e Cina.

L’ultimo intervento prima della pausa pranzo è stato quello di Mr. Neil Wilson, dell’ufficio marchi e design del WIPO. Mr. Wilson ha intrattenuto l’uditorio con la propria relazione su marchi, design e denominazioni di origine. Per quanto concerne i marchi e l’Italia ha illustrato come dall’estero i marchi che designano esclusivamente l’Italia si siano ridotti in favore dei marchi comunitari. Ha ricordato gli ultimi Paesi entrati nel sistema di Madrid quali Nuova Zelanda, India, Colombia, Mexico, Filippine, Rwanda e Tunisia. Ha illustrato, inoltre, le novità introdotte e i futuri sviluppi del sistema di Madrid tra i quali, ad esempio, l’abolizione dell’Accordo di Madrid in favore del Protocollo di Madrid. Per quanto concerne i modelli e disegni ha analizzato il Sistema dell’Aia e illustrato quali dovrebbero essere i prossimi Paesi aderenti (Cina, USA, Repubblica di Corea, Federazione Russa, Bielorussia, Giappone, Marocco, Trinidad e Tobago, Barbados, Brunei, Madagascar e i Paesi del sud est asiatico (ASEAN – Association of Southeast Asian Nations).
Da ultimo ha analizzato il Sistema di Lisbona, relativo alle denominazioni di origine, e ha illustrato prossimi incontri in vista di una conferenza diplomatica, prevista per il 2015, per un miglioramento dell’Accordo di Lisbona.

Nel pomeriggio i lavori sono ripresi con la relazione di Mr. Bryan sul centro di mediazione ed arbitrato del WIPO. Dopo aver illustrato le statistiche medie di durata dei processi in alcuni Paesi, ed i relativi costi, sono stati elencati alcuni motivi per i quali scegliere i metodi alternativi di risoluzione delle controversie (ADR).

Dopo l’analisi dei metodi ADR del WIPO, ha preso la parola Mr. Takagi che ha illustrato i database pubblici posti a disposizione dal WIPO per i propri utenti. Tra i database maggiormente usati ha ricordato Patentscope per i brevetti, Global Brand Database per i marchi con oltre 12 milioni di marchi protetti a livello internazionale, WIPO Lex che contiene leggi internazionali e trattati inerenti la proprietà intellettuale del WIPO, WTO e membri delle Nazioni Unite. Sono state prese in considerazione le banchedati WIPO IPAS, WIPO DAS e WIPO CASE e, da ultimo WIPO Green relativa alle green technologies disponibili per contratti di licenza, partnership o altri tipi di accordi.

L’ultimo intervento è stato della Dr.ssa Stefania Benincasa, dirigente della Divisione XIII Marchi dell’Ufficio Italiano Brevetti Marchi, che ha illustrato le relazioni tra WIPO e Ufficio Italiano Brevetti Marchi.

I saluti della Dr.ssa Simona Marzetti, dirigente della Divisione VIII Promozione della proprietà industriale e affari internazionali dell’Ufficio Italiano Brevetti Marchi.

Deposito brevetto d’invenzione

Il deposito brevetto d’invenzione si riferisce ad una “idea nuova“. Il brevetto d’invenzione è costituito da una soluzione originale di un problema tecnico ed i requisiti di brevettabilità sono: la novità, l’originalità, la liceità e l’industrialità del bene oggetto del brevetto.
Colui che effettua il deposito brevetto d’invenzione vuole ottenere, tramite la concessione del brevetto, un vantaggio concorrenziale che viene a mancare nel momento in cui i concorrenti possono utilizzare l’invenzione. E’ quindi importante per colui che innova conservare in esclusiva l’innovazione tecnologica.

La tutela del brevetto ha una durata di venti anni a decorrere dalla data di deposito della domanda.

Per ulteriori informazioni in merito al deposito brevetto d’invenzione non esitate a contattarci.